E’ da più di un anno che in Italia è scoppiata la moda dei negozi di cannabis light: i franchising aprono uno dietro l’altro e non sembrano volersi fermare. Gli ormai numerosissimi marchi di canapa legale, quella con THC inferiore allo 0,6% e quindi non considerata sostanza stupefacente, cavalcano l’onda di un fenomeno che nel primo semestre di vita ha fatto vendere più di 15 tonnellate di infiorescenze a diverse aziende agricole. Tali infiorescenze vengono imbustate e rivendute da oltre 125 mila punti vendita tra growshop, erboristerie, tabaccai shop-online.

Cannabis legale, le origini del fenomeno

IL fatto di introdurre in modo legale cannabis leggera in commercio è avvenuto in Svizzera. E’ dai nostri vicini di casa che abbiamo preso spunto e abbiamo dato il via ai giochi. Come sempre però in Italia siamo indietro, qui la Canapa light, ovvero con THC, principio psicoattivo psicotropo, quasi inesistente, inizialmente si è iniziata a vendere facendo leva su un gap legislativo presente nella legge 242 del 2016. Tale legge sanciva la possibilità di coltivare determinate specie di canapa e destinarle al commercio, non menzionando mai le infiorescenze. Da questa omissione è scaturito l’uragano Cannabis Light.

In Svizzera senza troppi problemi è venduta come prodotto succedaneo del tabacco in tutte le tabaccherie e addirittura nei LIDL. Quando ci fu il lancio del primo shoponline di cannabis light, arrivò un ordine ogni trenta secondi. Il sito fu letteralmente invaso da utenti e le vendite furono interrotte.

Cannabis legale: effetti rilassanti e pochi rischi, ma cosa è?

La cannabis light o legale in Italia si ricavata da infiorescenze femminili di canapa sativa l, delle varietà indicate dalla Comunità Europea, pianta antica utilizzata fino agli anni Trenta in campo industriale che ha una grande adattabilità al clima del Sud Italia e, soprattutto, presenta un basso contenuto di THC e un alto contenuto di CBD il cannabidiolo, composto non psicoattivo che si trova anche nella marijuana che si utilizza a scopo terapeutico.

Tali caratteristiche, fanno in modo che sia adatta alla messa in commercio. Si tratta dunque di una sostanza non stupefacente perché la quantità di THC è inferiore allo 0,2% come da limiti imposti dalla legge italiana. Gli effetti in chi utilizza la cannabis legale sono per lo più rilassanti, per la concentrazione del CBD: sostanza completamente legale con molteplici effetti benefici, ansiolitici. Il CBD è venduto come una possibile via per combattere lo stress. Anche se assunto in grosse quantità, il cannabidiolo ha dimostrato una buona tollerabilità e pochi effetti collaterali. Nessuno sballo, dunque, ma non sono da escludere le risposte individuali alla sostanza legate da caratteristiche specifiche della persona e della modalità di assunzione.

Cannabis legale, il legislativo

Le infiorescenze di Canapa Sativa L., sono legali poiché hanno un tenore di THC e provengono da colture che operano nel rispetto della Legge n 242 del 2 dicembre del 2016. Il fatto è che in tale norma non sia specificata la destinazione d’uso. E’ per questo motivo che sulle etichette dei vari marchi e rivenditori troviamo scritte del tipo: “Prodotto tecnico, proibita la combustione” oppure “Profumatore per ambienti, non è un prodotto alimentare, medicinale o da combustione”. I commessi dei negozi chiaramente si trovano spesso a doversi interfacciare con clienti che sono entrati nel loro negozio per acquistare un prodotto che poi fumeranno ma loro per non infrangere la legge devono parlare di prodotti da collezione o profumatori per ambienti. E’ il paradosso di un mercato in forte crescita.

Succede una cosa simile anche con le cartine lunghe vendute dai tabaccai, si vendono per farci delle sigarette ma è risaputo che vengono destinate al 99,9% per fare canne.

Il 23 maggio 2018 il ministero delle politiche agricole cita in una sua circolare le infiorescenze di canapa:” Con specifico riguardo alle infiorescenze della canapa, si precisa che queste, pur non essendo citate espressamente dalla legge n. 242 del 2016, né tra le finalità della coltura, né tra i suoi possibili usi, rientrano nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo, purché tali prodotti derivino da una delle varietà ammesse, iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, il cui contenuto complessivo di THC della coltivazione non superi i livelli stabiliti dalla normativa, e sempre che il prodotto non contenga sostanze dichiarate dannose per la salute dalle Istituzioni competenti”.

In questo modo sembra che sia stata in un certo senso legittimata la vendita, anche se in futuro, sarà comunque necessario lavorare sulla norma per rendere più cristallino il mercato ed il settore.

Il mercato ormai è si è radicato in pochi mesi, ma che tipo di vita avrà? Durerà il mercato di una cannabis che non ha effetti psicoattivi? Per quanto tempo il CBD la farà da padrone, oscurando il celeberrimo THC?

Si potrebbe pensare che l’erba che non sballa sia una cosa da vecchi ma in realtà è un prodotto realizzato a puntino per il mercato. La dove vi è una enorme richiesta di tale prodotto ma illegale, ecco che il mercato offre ai consumatori una risposta alle loro esigenze del tutto legale e non psicoattiva. Il mercato come al solito ha sostituito una esigenza illegale con una legale. Ma durerà?

Chi la usa?

La usano clienti di tutte le età; il denominatore comune è il fatto di essere cool, attuale e alla ricerca di qualcosa che fino a poco tempo fa non c’era ma ora c’è.

Marketing il successo della cannabis light?

Come ogni mercato emergente, la cannabis light va analizzata con freddezza, senza lasciarsi prendere dall’entusiasmo della moda. Spesso i mercati bomba hanno fortuna iniziale seguita da un rapido declino.

Il mercato della marijuana legale deve ancora raggiungere il punto di saturazione e manifestarsi completamente. Sembra molto simile però al mercato delle sigarette elettroniche, nato come surrogato della sigaretta e divenuto subito moda transgenerazionale. Quello della cannabis light è un po’ il passo successivo, dal surrogato della sigaretta al surrogato della canna. Nel mercato non conta quale sia il prodotto, l’importante è che sia cool.

Ma la cannabis light è psicoattiva, oppure no?

Un ragionamento da fare sugli effetti psicotropi deve rifiutare ogni noiosissimo discorso sui recettori cerebrali. Per le fantomatiche “droghe leggere” l’effetto è legato principalmente a ciò che ci si aspetta, da quello che si è sentito dire, da cosa stai vivendo e vivrai. Del resto, nessuno può dire che effetto fanno gli antidepressivi assunti due settimane? È impossibile sapere cosa fanno, senza sapere cosa sia lo stato di depressione, di come si prova quando viene a bussare alla tua porta. Rispetto alla cannabis, probabilmente la domanda che dovremmo porci è, che tipo di sensazioni cerca il consumatore di canapa light? Che rapporto ha con il piacere?

Sballarsi è di moda oggi?

Sballarsi non ha un epoca specifica, la cultura dello sballo c’è sempre stata e difficilmente la cancelleremo, anzi è un fenomeno che è sempre stato in grado di adattarsi ad ogni periodo storico trovando nuove forme e nuove espressioni a seconda dei contesti.

La cosa interessante della cannabis light è che in primis non sballa poiché non è psicotropa, ma per certi aspetti, mantenendo la ritualità del gesto risulta una buona alternativa per chi vuole smettere di usare la cugina illegale e per chi invece cerca solo un momento di relax dopo una faticosa giornata di lavoro.

La cannabis in circolazione oggi è troppo potente, infumabile?

Sono diversi i consumatori abituali degli anni passati che riferiscono di non voler fumare l’erba dei loro figli perché gli spacca la testa. Come dargli torto. Il mercato della droga ha grande interesse a vendere per poco robaccia forte, con additivi e altre sostanze pericolose, perché questo fidelizza i clienti mentalmente più deboli. La marijuana light non è venduta per essere fumata ma la destinazione d’uso ormai è risaputo essere quella, almeno per l ‘uso che ne fa chi la compra. Quindi che si veda bene o male sicuramente allontana le persone dal contatto diretto con la criminalità

Chi sono i clienti della cannabis light?

Il pubblico della cannabis light è trasversale. Cercano tutti un prodotto a basso rischio, facile da acquistare e dagli effetti benefici. Il CBD è il cannabinoide principe di questo mercato e la miriade di effetti benefici e terapeutici ad esso attribuiti rendono la cannabis light molto appetibile a tutti coloro che vogliono sperimentare nuovi medi di rilassarsi.

I giovani paiono tiepidi

Chi cerca lo stato di alterazione vuole il THC. La cannabis light non ha effetti psicoattivi. Quindi i minorenni a cui non è assolutamente venduta, continueranno a rivolgersi altrove oppure chiederanno ai genitori di comprargli un po’ di erba light

Ma è una droga a tutti gli effetti?

È diversa rispetto alla marijuana illegale che è per la legge considerata una sostanza stupefacente. La cannabis light è legale al 100% altrimenti non potrebbe essere commercializzata. Non ha nessuna alterazione dello stato psichico e fisico di chi la usa se non quello di indurre benessere e relax. Quindi no non è una droga o considerabile tale.

Come ha fatto la cannabis light ad attecchire rapidamente?

La cannabis è un brand propagandato in mille modi. Sono tantissimi gli effetti positivi attribuibili al CBD sia in ambito cosmetico che farmaceutico. Tutti questi aspetti fino a qualche mese fa sembravano essere a tutti estranei. Quindi è bastata della comunicazione, anche non delle migliori, unita ad un interesse rispetto alla pianta che esiste da sempre e, boom, il gioco è fatto.

Aumenteranno i consumatori della cannabis?

Con molta probabilità sì, la moda è dirompente e chi per un motivo e chi per un altro, sono molti a volerla provare almeno una volta per tastare con mano una tematica quotidianamente proposta su giornali, televisione e web. Come per tutte le altre mode, anche chi non le apprezza tende a provarle perché semplicemente sono di moda. E’ stato creato un mercato nuovo che non si sostituisce a nessun altro ma si aggiunge quindi interessante per tutti.

Non parliamo più quindi legale vs. illegale?

No, assolutamente, la cannabis light è legale e tutti coloro che operano nel settore prendono distanza dalla marijuana illegale, chiaramente almeno per quanto riguarda la sua commercializzazione. In questo mercato è il CBD a fare da protagonista a discapito del THC. Quindi non sussiste una diatriba tra cannabis legale ed illegale, semplicemente poiché corrono su binari che non si incontrano.

Dopo tanti anni di condanna della Marijuana, il boom è per la cannabis che non sballa

Sicuramente qualche mese fa non avremmo pensato nemmeno a questa possibilità in Italia. E’ un fenomeno che si diffonde in tutta Europa quando negli Usa la Cannabis si può già utilizzare a scopo ludico.

Non diciamo che sia un preludio alla commercializzazione e legalizzazione della cugina con THC, ma vediamo di buon occhio il fenomeno anche solo per il fatto che si diffonda uno stereotipo meno demonizzato della parola Cannabis Marijuana o Canapa. Se non una apertura a livello commerciale almeno una a livello di schemi mentali male non fa.

In questo articolo abbiamo voluto percorrere la nascita del mercato della Cannabis light e gli effetti che questa può avere su chi la usa. Siamo in un periodo storico dove il punto di vista in merito a questa pianta sembra stia cambiando dopo decenni si ostracismo. Noi di Crazy Passion siamo convinti che le cose andranno sempre meglio e vi invitiamo a visitare il nostro shop-online per valutare la nostra selezione di infiorescenze e prodotti alla canapa.

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