Canapa e Marijuana sono la stessa pianta, parte della famiglia botanica delle Cannabaceae (sottoinsieme dell’ordine delle piante Urticales). L’utilizzo di terminologie differenti per fare riferimento alla medesima pianta si è diffuso con il proibizionismo americano negli anni ’30. La differenza tra l’uno e l’altro termine è di carattere puramente semantico e non scientifico.

Con il termine Canapa si fa riferimento alle selezioni genetiche che sviluppano basso contenuto di THC, impiegate in vari settori come quello alimentare, cosmetico, edile e tanti altri.

Con il termine Marijuana si fa riferimento a tutte le altre varianti che sviluppano un alto contenuto di THC.
Queste sono considerate fuori legge in gran parte del mondo Italia compresa.

I due nomi impiegati per riferirsi a due diversi impieghi, si utilizzano semplicemente per convenzione: con la parola canapa si intende la varietà che si produceva in gran quantità in Piemonte, Emilia Romagna e sud Italia, e che serviva per produrre alimenti (semi, olio, farina), bio-carburante, carta, tessuti, cordame, prodotti cosmetici e materiali di nuova generazione e molto performanti e per la bio-edilizia.

Piante di canapa

È quasi priva di Thc o meglio, sviluppa un tenore di THC solitamente inferiore allo 0,6%. IL THC è il principio attivo della marijuana che provoca lo “sballo”, e non ha quindi alcun effetto psicotropo. La sua coltivazione in Italia è legale e regolamentata dalla legge n 242 del 2 dicembre 2016. Quello della coltivazione della canapa a scopi industriali è stato per anni uno dei settori di punta in Italia e nel mondo, il “bel paese” è stato il terzo produttore mondiale dopo Russia e Cina. Per renderci conto di quanto fosse diffuso l’utilizzo della canapa, teniamo presente che anche la Costituzione degli Stati Uniti venne scritta su carta di canapa. Si trattava di fatto di una pianta che permetteva di fare in modo economico ed ecologico quasi tutto quello che poi si è cominciato a fare con il petrolio e i suoi derivati.

Piante di marijuana

Con il termine marijuana ci si riferisce invece alla variante di canapa ricca di Thc e quindi con effetto psicoattivo. Questa è la pianta cantata da Bob Marley e simbolo della cultura hippie e contemporaneamente dagli importanti e sempre più diffusi impieghi medici e terapeutici. La marijuana è considerata una droga leggera e la sua coltivazione in Italia è vietata. Anche se sempre più paesi nel mondo la stanno legalizzando.

Quella che si impiega a scopi tessili, priva di Thc, è solitamente la pianta di sesso maschile (anche se non sempre, esistono anche qualità di canapa monoiche, cioè ermafrodite, e femmine utilizzate a questo scopo) mentre quella con effetti psicoattivi è la femmina.

Per concludere, è comunque importante sapere che le distinzioni tra i termini canapa, cannabis e marijuana sono del tutto arbitrarie. Come già accennato, il nome scientifico è lo stesso, appunto per il fatto che si tratta della medesima pianta. La distinzione del nome marijuana da quello di canapa avvenne negli anni ’30.Quando si decise che era una droga da vietare, prima negli Usa e poi in tutto il mondo.

Il boicottaggio della Cannabis in Italia

La diatriba tra cannabis e stato in Italia ha le sue origini durante il regime fascista che fu tra i primi a diffamarne i derivati. E proprio durante il fascismo che tutti i composti e i derivati della canapa definiti come, ”una droga per neri e nemici della razza”. E’ in questo periodo che vennero stilate leggi contro tutti coloro che commerciassero o usassero canapa e derivati a scopo curativo o ludico con pene non solo pecuniarie ma anche detentive. Negli anni precedenti il secondo conflitto mondiale era previsto il ricovero coatto per i consumatori di cannabis, definiti tossici. Non dobbiamo dimenticare che l’Italia in quel periodo storico era il terzo produttore mondiale di canapa.

Differenze tra la coltivazione di canapa e di marijuana

Di solito, la canapa si coltivata ad alta densità, cioè le piante crescono molto ravvicinate fra di loro. Si tratta di specie molto poco ramificate e di conseguenza i campi sono molto folti. Nella coltivazione di marijuana, invece, è necessario lasciare più spazio tra le piante in modo tale che possano sviluppare a pieno la loro più abbondante ramificazione laterale e i loro più numerosi fiori, che dovranno essere anche più voluminosi possibile.

Nella coltivazione di marijuana, le piante con organi maschili vengono spesso scartate per evitare l’impollinazione, in quanto nella maggior parte dei casi il prodotto finale è il fiore senza semi. Non essendo impollinate, le piante di marijuana continuano a produrre grandi fiori, le tanto ricercate cime che vengono usate sia a scopo medicinale che ricreativo e negli ultimi mesi tanto decantate per il fenomeno Cannabis Light.

Nella coltivazione di canapa, invece, l’impollinazione non viene bloccata, con la conseguente produzione di semi da parte delle piante femmina, uno dei prodotti più ricercati in questo caso.

L’impollinazione accidentale tra le piante di canapa e di marijuana ha come conseguenza una riduzione della potenza della marijuana dal punto di vista psicoattivo cosa che a taluni fa piacere e ad altri meno.

Mille usi della canapa

I semi e l’olio di canapa non solo sono adatti al consumo, ma possiedono anche un alto valore nutrizionale. L’olio di canapa è ricco di acidi grassi polinsaturi, particolarmente di acido linoleico (Omega-6) e acido alfa-linoleico (Omega-3), due grassi che contengono proprietà benefiche per l’uomo.

L’olio di semi di canapa può essere trasformato in una miriade di prodotti, come per esempio biodiesel, sapone, cosmetici, pitture e vernici.

Dagli steli e la corteccia della canapa, è possibile produrre carta e plastica biodegradabile

La fibra naturale degli steli, la cui resistenza e durabilità non è paragonabile a quelle di nessun’altra fibra naturale, può essere destinata alla produzione di prodotti tessili, vestiti, tele, corda e materiali edili riciclabili e biodegradabili. La corda e la tela di canapa vengono utilizzate da migliaia di anni in imbarcazioni di ogni tipo per la loro durabilità e resistenza al deterioramento causato dal sale dell’acqua di mare.

Uso della Marijuana

Se c’è un motivo per il quale la marijuana è diventata la droga illegale più consumata al mondo, è sicuramente per l’effetto esercitato dal THC. Le popolazioni antiche se ne servivano per i loro rituali e festeggiamenti tradizionali in diverse culture, e oggi milioni di persone ricorrono alla cannabis per rilassarsi, per farsi una risata con gli amici o semplicemente per godersi gli effetti psicoattivi della pianta.

Uso medicinale

Sono molti gli studi scientifici che avallano le proprietà medicinali della cannabis. Già i nostri antenati ne facevano ricorso per trattare diverse malattie, e oggi è stata dimostrata la sua efficacia per la cura di disturbi quali l’epilessia, le malattie neurodegenerative e l’autismo.

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